Il peso dell’onestà intellettuale – La mia lettera all’On. Turco (M5S)

Qui di seguito potete leggere una mail che ho inviato all’On. Turco, un deputato del Movimento 5 Stelle.

Chi di voi mi conosce personalmente sa quanto sia assolutamente lontano dal movimento, in tutti i sensi. Tuttavia, ieri sera ho visto un barlume di speranza nell’On. Turco, e per onestà intellettuale, ho sentito il dovere di farglielo sapere.

On. Turco,

Sono Francesco, un giovane cittadino italiano emigrato in Belgio per motivi di lavoro. Ho studiato relazioni internazionali e ho la fortuna di continuare a lavorare in un settore ove posso utilizzare le mie conoscenze.

 

Non sono un elettore del Movimento 5 Stelle, e per essere assolutamente trasparente con lei, non simpatizzo minimamente con i mezzi, le forme e la struttura del movimento.

 

Tuttavia, le scrivo per un questione di onestà intellettuale.

 

Credo che per molti italiani all’estero le maratone televisive del tipo al quale abbiamo assistito negli ultimi due giorni rappresentino un’occasione per conoscere meglio alcuni degli innumerevoli deputati e senatori che ci rappresentano, ma dei quali conosciamo ben poco, data la nostra limitata esposizione ai media italiani.
Per dirla in un’altra maniera, i dibattiti degli scorsi due giorni sono stati per me (e sono certo per molti altri espatriati) l’occasione di misurare il polso della politica italiana.

 

La mia personalissima valutazione generale di ciò che ho visto è molto povera.
La politica tradizionale non ha prodotto idee interessanti, ma si è rinchiusa nella propria bolla, senza veramente ingaggiare Renzi nel suo dibattito politico, ma trincerandosi dietro una cortina dialettica manieristica.
Il Movimento 5 Stelle, d’altra parte, non ha contribuito al dibattito, limitandosi a esprimere rabbia, in maniera volgare ed offensiva, non costruttiva, persino sciocca (se penso al passo falso di Di Maio). In un mio tweet, perso nell’assordante rumore di tanti altri users più interessati ad offendere o a fare del facile sarcasmo sulla rete (e stavolta non mi riferisco solo ai vostri elettori), ho riassunto il mio personale giudizio sugli interventi dei deputati/senatori M5S: “Quando sento i deputati del #M5S non vedo uomini e donne, ma automi,mostri della comunicazione”.

 

Nonostante queste premesse negative, ho voluto seguire parte della riunione congiunta del M5S successiva al voto discordante di quattro dei vostri deputati.

Sono rimasto molto colpito dal suo intervento, dalla maniera semplice, ma efficace, nella quale ha sostanzialmente espresso il SUO pensiero, che in quanto individuale e formato (non mi stupisce aver scoperto dopo che lei è un avvocato penalista) non poteva che essere in favore di un vero dialogo, di una vera, personale, coscenziosa presa di responsabilità di ogni deputato/senatore del M5S.

 

Ho una scarsa considerazione del M5S e della maniera in cui degli individui, alcuni dei quali con dimostrate capacità, vengano inghiottiti da una macchina mediatica assolutamente non democratica.

All’inizio della vostra avventura, ho provato dell’interesse per la maniera innovativa nella quale affrontavate la politica. Col tempo, tuttavia, non ho potuto non constatare la progressiva assolutizzazione e standardizzazione del movimento in canali non più alternativi, ma tristemente ben conosciuti alla dottrina politica.

 

Non mi sento nella posizione di darle dei suggerimenti. Mi limito a ringraziarla per avere un’opinione discordante, per avere un suo punto di vista e per averlo difeso all’interno dell’assemblea di un partito che rappresenta una grande porzione dei miei concittadini. Spero vivamente di vedere un numero crescente di suoi colleghi prendere le distanze dall’autarchia che ancora rappresenta il M5S, e prendersi finalmente sulle spalle la responsabilità delle persone che rappresentate, come ha fatto lei ieri.

 

Un solo consiglio, questa volta da “esperto”: l’Europa vi guarda, lo percepisco chiaramente qui a Bruxelles. Vi guarda con timore: il timore derivante dalla storia del nostro paese. Prima di decidere chi candidare al Parlamento Europeo, considerate quali sono le altre forze politiche alle quali verrete associati, quali saranno i partiti e i leader politici con i quali troverete accordi. Il suo intervento di ieri sera mi lascia sperare che ci sia una minima speranza prendiate una decisione responsabile.

 

Cordiali saluti
Francesco

Qualora Turco dovesse rispondere, posterò il suo messaggio.

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